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Bindeche: il gioco che spopolava tra i bambini di un tempo

Campagna Polesana Foto Di Antonio Dimer Manzolli

Il gioco che per antonomasiae più ricordato da mia mamma era conosciuto come bindeche. Per altro noto in tutto il Polesine, almeno credo. Ce se sono un’infinità di giocattoli che agli occhi dei nostri bambini sono completamente sconosciuti. E devo dire che sono davvero divertenti. Semplici e affascinanti allo stesso tempo. La prima cosa importante per fare bindeche era quello di munirsi di due pezzetti di legno. Già questo poteva richiedere lo trascorrere della giornata in modo pi sano rispetto a quello di mettersi a “gigionare” o “pistolare” con un cellulare in mano.

Ricerca del materiale necessario

I legnetti dovevano possedere dei requisiti abbastanza specifici. Uno doveva essere di circa 17 cm per uno spessore di 3 cm. Mentre l’altro di 55 per uno spessore di 4. Ora, non è che i ragazzini andavano in giro con il metro. A furia di giocarci, ci facevano un po’ l’occhio e la scelta era facile per i giocatori. Il più era trovare quelli adatti. Perciò poteva accadere che passassero qualche ora all’aria aperta solo per trovare i pezzi perfetti. Una volta che si era in possesso dei legni, bisognava fare delle punte a quello più piccolo di circa la metà del suo spessore. Era questo il vero e proprio bindeche.

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Immagine da pixabay

Il secondo legno, noto come sgnacara, doveva essere di spessore maggiore rispetto al primo, anche se di poco. E veniva levigato da una parte che sarebbe divenuta poi l’impugnatura. Numero di giocatori consentiti? Da un minimo di 2 ad un massimo di 10. Ed ecco che le aie si affollavano di bambini. Dai figli dei proprietari terrieri a quelli dei contadini che lavoravano le loro terre. Ma il numero doveva essere pari. Ci si doveva infatti dividere in due squadre.

Ma chi apre le danze?

Per decidere quale delle due squadre avrebbe iniziato a giocare, si procedeva con la classica conta del bindeche. Ovvero un ragazzo a caso prendeva con una sola mano la sgnacara dalla parte opposta all’impugnatura creata e si alternavano le mani di tutti i partecipanti. Avrebbe iniziato chi tra di loro riusciva ad impugnarla senza farla cadere. A questo punto si scavava per terra un pochino e si appoggiava il bignache a terra con una punta leggermente più alta dell’altra. Alla distanza di ben tre sgnacare, si segnava una linea a terra trasversale al bindache.

Il gioco consisteva nel dare un colpo al bindache con la sgnacara per sollevarlo e, al volo, uno ben più forte per lanciarlo. Ovviamente doveva superare la linea disegnata a terra. Il numero di tentativi consentito era tre. Pena la sostituzione. Ad ogni modo non era finito qui il gioco. I giocatori della squadra avversaria, si potevano piazzare avanti dislocati in vari posti e se riuscivano a prendere in mano il bindache prima che toccasse terra il giocatore veniva eliminato. Finiti tutti i ragazzi di una squadra, si passava alla successiva. Se invece il bindache toccava terra, gli avversari dovevano recuperarlo velocemente e lanciarlo contro la sgnacara che nel mentre era stata posata di traverso nella scanalatura. Era l’ultima change per impedire di fare punti. Infatti se il bindeche toccava la sgnacara si veniva eliminati.

Come venivano assegnati i punti

Se il bindeche non toccava la sgnaccara, bisognava calcolare il punteggio da assegnare. Si ma come? Bisognava rilanciarlo dal punto in cui era caduto per tre volte consecutive, il più lontano possibile dalla partenza. Ad occhio si divideva in sgnacare la distanza dalla scanalatura a dove era atterrato il bindeche per l’ultima volta. Se gli avversari avevano il dubbio che fossero stati chiamati più punti del dovuto, si procedeva al controllo tramite l’uso della sgnacara stessa. Se si rivelava vero il dubbio, i punti non venivano assegnati e a volte si procedeva all’espulsione del lanciatore. I punti erano chiamati solo da chi aveva eseguito il lancio e per vincere la partita erano solitamente fissati ad inizio partita. Solitamente si aggiravano verso i 400.

Fonte regole e maggiori dettagli: http://online.fliphtml5.com/nydl/euci/#p=12. Le immagini utilizzate sono a semplice carattere illustrativo. In copertina: la campagna polesana foto di Antonio Dimer Manzolli.

Bindeche: il gioco che spopolava tra i bambini di un tempo ultima modifica: 2020-01-13T09:26:45+01:00 da Sibilla Zambon
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