DIALETTO TRADIZIONI

L’emozionante canzone d’amor di Arpalice: “Quindici anni e più d’amore”

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Fin dalla notte dei tempi, i bambini sono stati deliziati dal racconto di favole tipiche raccontate dalle proprie mamme o dalle proprie nonne. Mi ricordo che quando ero una bambina, mia nonna mi prendeva in braccio e davanti alla stufa, mi raccontava tantissime storie. In realtà, non le ho mai capite bene perché le narrava in dialetto veneto ma la sua interpretazione mi colpiva profondamente. Oltre alle mille favole, ricordo benissimo quando un giorno mi ha raccontato la storia di una canzone scritta da mia bisnonna Arpalice.
“Questa canzone la cantava sempre tua bisnonna Pace quando era a lavorare in campagna. Parla della storia di una donna che è stata abbandonata dal proprio marito prima di sposarsi e si lascia morire d’amore”, mi diceva. “Ogni volta che mia mamma Pace la intonava, tutti si mettevano a piangere…”. “Ma nonna come si chiama la canzone?”, “Quindici anni e più d’amore”, mi ha risposto.

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Nonna che legge le favole ai suoi due nipotini – Foto da https://ugobardi.blogspot.com

Ho ancora i brividi al ricordo della dolce voce di mia nonna Elsa che la cantava. Ricordo anche i suoi occhi che si riempivano di lacrime. Il testo è poetico e trasmette tutta la sofferenza che la povera donna, protagonista della canzone, stava vivendo. La prima volta che me l’ha cantata, ho preso subito in mano una agenda ed ho iniziato a trascrivermela tutta perché avevo un grandissimo timore di scordarmela durante gli anni. Ogni parola che scrivevo era una emozione. Nonno seduto sulla sua poltrona, Nonna che cantava ed io che diligentemente riportavo su carta il testo parola per parola. Non ero nemmeno così veloce a scrivere però ero talmente presa dalla bellezza di quel brano che la mia biro viaggiava con il mio polso.

Testo “Quindici anni e più d’amore”

“Quindeciani e più’ d’amore,
di sposarme avria giurato
ma chi da soea m’hai lasiato
in ‘sto leto a sospirar.
Mi son qua, in fondo al leto,
dai dolori so’ trassinata,
dai dotori so’ ‘bandonata
e rimedio no ghe pù’.
Riverà dl giorno de tuti i santi,
tu verai su la mia tomba
tu vedrai di una bell’ ombra
te parerà de vederti in me
Adio mondo, adio beleze,
tuti ve lassio su la tera,
adio tuti siam’ nel cielo
e di un bel dì ‘na rivedrem’.”

Traduzione

Nonni

Da sinistra : Nonna Elsa, io, Nonno Guido, mio fratello Marco e mia sorella Alice – Foto scattata da mia mamma Lucia

“Quindici anni e più d’amore,
di sposarmi avrei giurato
Ma qui da sola, mi hai lasciato
In questo letto a sospirare.
Io sono qua, in fondo al letto,
dai dolori sono trascinata
I dottori mi hanno abbandonata
e rimedio non c’è più.
Arriverà il giorno di tutti i santi
e tu verrai sulla mia tomba
Tu vedrai una bella ombra,
ti sembrerà di aver visto me.
Addio mondo, addio bellezze
Vi lascio tutti sulla terra
Addio tutti, sono in cielo
Ed un bel giorno ci rivedremo”

Anna Bellini

Autore: Anna Bellini

Ciao, sono Anna ed ho 22 anni!
Sono lendinarese e amo scrivere!

L’emozionante canzone d’amor di Arpalice: “Quindici anni e più d’amore” ultima modifica: 2019-02-04T12:16:02+02:00 da Anna Bellini

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