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Risotto di cavolo cappuccio, una delizia da provare

Cavolo Cappuccio Ph Erio Magon

La produzione del cavolo cappuccio comprende un territorio decisamente molto vasto. Si va dalla provincia di Verona a quella rodigina, giungendo fino a quella padovana! Addirittura esiste il Consorzio di tutela del Cavolo d’Adige. Nella foto in copertina, presa dalla pagina Facebook di Erio Magon,  scattata nei dintorni di Lendinara  nel 1913 potete vedere un campo sperimentale proprio di cavolo cappuccio nell’orto del sig. Petrobelli Nob. Cav. Eugenio.

Possibili usi del cavolo

Tra le varietà comprese: il cavolfiore, il cavolo broccolo, il cavolo verza e il cavolo cappuccio. Oggi parliamo proprio di quest’ultimo. Ha foglie lisce e verdi che si annidano le une strette alle altre conferendo la classica forma compatta. Per coltivare le piante occorre trapiantarle dal semenzaio ed inserirle in rotazione colturali almeno biennali. L’enorme quantitativo di vitamine e sali minerali che possiede il cavolo lo rendono un ortaggio considerato medicinale. Ovviamente è da crudo che mantiene inalterati tali aspetti positivi. Una curiosità: sapete da cosa è dovuto il caratteristico odoraccio di quando è cotto? Dal grande quantitativo di zolfo di cui è ricco! In un tempo lontano, ne facevano largo uso durante i banchetti perché assorbe i fumi dell’alcool!

Cavolo cappuccio ph sito stile.it

Perfetto per le insalate. Pensate solo a cappuccio crudo, tagliato finemente, gherigli di noci e mele. Condite il tutto con un goccio di aceto balsamico ed il gioco è fatto! Non si possono certo non menzionare le varie vellutate calde magari abbinate alle patate piuttosto che al porro. Zuppe e contorni di ogni genere, in cui la pentola a pressione vi aiuterà ad essere veloci. Ripassato in pentola con un leggero soffritto, qualche pancetta per aggiungere particolarità. Stufato o per condire la pasta. Abbinato ai fagioli o per fare torte salate o tortini di altro genere! In cucina la fantasia non deve mancare mai e le possibilità di utilizzo sono davvero molteplici. La nostra ricetta oggi è un grande classico polesano in cui i protagonisti sono il riso e il cavolo cappuccio: il risotto di cavolo cappuccio.

INGREDIENTI:
riso del Delta del Po;
cavolo cappuccio;
cipolla;
olio d’oliva;
vino bianco fermo;
brodo vegetale o di carne se preferite;
sale e pepe;
burro;
grana padano grattugiato.

PROCEDIMENTO:

Dopo aver eliminato le prime foglie dal cavolo cappuccio, lavatelo accuratamente sotto l’acqua corrente per evitare residui di terra o di fertilizzanti. Solitamente io procedo a tagliarlo a listarelle molto sottili mentre è ancora intatto. Alcuni, invece, preferiscono selezionare le migliori foglie, procedere ad un lavaggio più meticoloso e quindi affettarle finemente. A questo punto fate appassire in un tegame dai bordi alti, la cipolla tritata. Addizionatevi il cavolo cappuccio. Se volete, potete conservare qualche foglia del cavolo cappuccio per decorare il piatto prima di presentarlo ai vostri commensali.

Cavolo Cappuccio Ph Cookaround SitoCavolo Cappuccio Ph Cookaround Sito

Ora aggiungete il riso, circa due pugni a persona, e fatelo tostare a fuoco vivo. Sfumate leggermente con il vino fino a farlo evaporare. Unite il brodo preparato precedentemente con cipolla, sedano e carota (metodo classico) e salato. Un po’ alla volta, mescolando. Circa due “cazzoli” per ogni invitato alla vostra tavola. Sistemate di sale e pepe. Lasciate andare il riso a fuoco basso per circa una quindicina di minuti, controllandolo di tanto in tanto onde evitare che si asciughi troppo. A cottura ultimata, con riso non ancora completamente cotto e dopo aver sbattuto la pentola in modo che fuoriesca tutto l’amido, mettete a fuoco spento una bella noce di burro e il grana. Abbellite il piatto come meglio credete e servite ancora ben caldo.
Et voilà, il pranzo è servito!

In copertina foto di Erio Magon.

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

Risotto di cavolo cappuccio, una delizia da provare ultima modifica: 2019-05-31T09:17:03+02:00 da Sibilla Zambon

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