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La vita di un poeta illustre lendinarese: Giambattista Conti

Via dedicata a Giambattista Conti a Lendinara - foto da http://it.infoaboutcompanies.com

Lendinara è culla di molti poeti che scrivono elegie pastorali e canti religiosi. Un artista che spicca fra i tanti è sicuramente Giovanni Battista Conti. Nato il 22 ottobre 1741 a Lendinara da una nobile famiglia.
Il padre è il conte Marino e la madre una nobildonna di Este, Elisabetta Zoja. Tuttavia, per maestro ha Antonio Maria Griffi, diventato generale dell’Ordine degli olivetani in seguito. Inoltre, studia giurisprudenza a Padova, dove il 10 gennaio 1766 consegue la laurea. Successivamente, si trasferisce a Venezia subito dopo e si dedica con successo all’avvocatura. Più tardi nel 1769 trasloca in Spagna e ritorna in Italia a causa della morte del padre solo nel 1776.

Di seguito, ritorna nella penisola iberica accompagnato dal fratello Silvio, ufficiale della marina spagnola.
Oltre modo, nel 1780 sposa la cugina Sabina, figlia dello zio Tullio Antonio. In più, nel 1782 viene pubblicato a Madrid il primo volume dell’opera che prendeva il titolo de “La Colección de Poesias Castellanas traducidas en verso toscano y ilustradas”.

Un poemetto meraviglioso

Giambattista Conti Disegno che ritrae Giambattista Conti - Foto da http://gcsolution.altervista.org
Disegno che ritrae Giambattista Conti – Foto da http://gcsolution.altervista.org

Inoltre, nel settembre del 1794 l’intellettuale lendinarese ritorna in visita in Italia con il suo caro amico spagnolo Leandro Moratin. Lo accompagna solo per un tratto di viaggio però, avendo premura che venga ben accolto nell’università di Padova. Per rendere omaggio al suo paese natale, il Conti decide nel 1795 di scrivere il poemetto “L’incoronazione dell’Immagine della Maria Vergine di Lendinara”.
Si tratta di un poema sacro di quattro canti in terza rima. Con quest’opera, descrive limpidamente l’ambiente artigiano laborioso dell’epoca:

“L’un l’altro esorta, ed ogni indugio è tolto :
il povero travaglia, il ricco dona;
Ciascuno a prova alla grand’opra è volto.
Tutto in uso si pon; né si perdona
dalla tagliente scure alle vetuste
piante, e la selva al colpeggiar rintrona.
Cadon con gli olmi e i salci le robuste
Nodose quercie, e disì grave e rude
Gemono incarco cento rote onuste.
Ferve il lavor : chi immagina e prescrive,
Chi con la sesta e con la squadra in mano
Gli angoli forma, e i circoli descrive;
Chi lo scabro pedal fa liscio e piano,
Ed appunta, tondeggia, incava e fora;
Chi le parti congiunge a mano a mano.

Colà si fonde, s’inargenta e indora,
Qui con industre ingannator pennello
Stuol v’è che tele e tavole colora.
Colà si scorge di scultor drappello
Fra più tronchi e più sassi, a’ quai stan sopra
Tutti di maglio armati e di scarpello.
Qui di donzelle gran torma d’adopra
In prepar di mille fior ghirlande,
Sempre cantando, e la man sempre all’opra.”

Gli ultimi anni di vita

Dopo l’opera dedicata ai concittadini, il suo prestigio cresce notevolmente. Ulteriormente, la sua attiva partecipazione alla vita politica si concretizza il 15 maggio 1797. In questo modo, quando i francesi posano a Lendinara la sede della municipalità dell’Adigetto, è eletto giudice civile. Di fatto, il suo incarico è confermato  anche per l’anno seguente dal governo austriaco, a dimostrazione delle sue grandi abilità negli affari pubblici.Nel 1801 è tra i notabili designati alla Consulta di Lione, da dove riporta la nomina ad elettore per i possidenti dei dipartimento del Basso Po’ nel Corpo legislativo della Repubblica italiana.

Nel 1802 è nominato viceprefetto del Polesine, suscitando entusiasmo e ammirazione tra i “suoi” lendinaresi. Per l’occasione è stampata in suo onore una raccolta di poesie di amici e ammiratori. D’altro canto, due anni più tardi, le vice prefetture sono soppresse. Circondato dall’affetto di amici, colleghi e di ammiratori, Gian Battista Conti muore  il 7 dicembre del 1820 nel palazzo di famiglia che resta legato al suo nome fino ai giorni nostri.

 

Nella foto copertina via dedicata a Giambattista Conti a Lendinara – foto da http://it.infoaboutcompanies.com

Anna Bellini

Autore: Anna Bellini

Ciao, sono Anna ed ho 22 anni!
Sono lendinarese e amo scrivere!

La vita di un poeta illustre lendinarese: Giambattista Conti ultima modifica: 2018-12-12T11:52:45+01:00 da Anna Bellini

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