EDIFICI STORICI STORIA

I Dolfin: ricca famiglia venezia residente a Lendinara

Facciata Principale Ca Dolfin Ph Facebook Alessandro Cattaneo

I Dolfin sono una famiglia nobile venezia decisamente molto benestante che risiedeva a Lendinara anche se non partecipava attivamente alla vita della città se non di rado, nonostante fosse parecchio influente. Molti i cardinali, i procuratori di S. Marco, i senatori, i generali e addirittura un Doge che provenivano da questa casata. Erano talmente ricchi che vennero soprannominati Dolfin dal Banco. Arrivarono in pianta stabile a Lendinara quando il Polesine fu dato in pegno ai veneziani dagli estensi e al tempo dei Sambonifacio possedevano l’abitazione accanto a palazzo dei conti di Verona. Nel 1473 Dolfino Dolfin acquistò una casa in Contrà Nove che prima era proprio dei Sambonifacio, di Bernardo per essere precisi. Marin Sanudo la definì la casa più bella di Lendinara. I Dolfin furono anche promotori del Retratto di Lendinara o Consorzio di Valdentro con Malmignati e Cattaneo.

Famiglie Veneziane

Oltre ai Dolfin, arrivati prima del 1482, vi erano i Soranzo che avevano Villa a S. Rocco nel 1570 e nel 1796 ad avere possedimenti in paese anche Francesco Donà e Giustinian Lolin, anche se in realtà non è dato sapere se vi abitassero. Il Presidente del Consorzio di Bonifica Valdentro per Lendinara fu quasi sempre un Dolfin fino al 1628. Nel 1763 ci fu la terribile rotta dello Scortico dalla parte dell’argine destro che portò alla morte di oltre 700 persone per malattie e per moltissimo tempo allagò la zona. Il disastro fu a Villanova del Ghebbo, le cui campagne erano proprietà proprio di un Dolfin: Almor. A lui l’onere di riparare al disastro sistemando il Canale. Suo figlio Lunardo che sposò Marina Barbarigo fu per ben 9 anni Presidente del Consorzio e fece una cosa a dir poco strepitosa: raccolse tutti i documenti che oggi sono a disposizione in archivio e fece scrive la storia del Retratto nel 1719.

Parco di Ca Dolfin, ph Facebook di Alessandro Cattaneo.jpgParco di Ca Dolfin, ph Facebook di Alessandro Cattaneo.jpg

Fonte Lendira Veneta di B. Rigobello

Ca’ Dolfin

La dimora dei Dolfin a Lendinara, Ca’ Dolfin appunto, ha caratteri architettonici tipici veneziani. La facciata è rivolta verso la strada e sul retro si sviluppa un giardino magnifico dai toni decisamente romantici, ideato nell’Ottocento da Giuseppe Jappelli. Palese il legame con le tradizioni legate ai palazzi veneziani. Si sviluppata su due piani con un enorme salone centrale dal soffitto ligneo che si affaccia su entrambi i prospetti della casa. Il salone del piano nobile fu affrescato da Vincenzo Gattozzo, che rappresentò scene della Commedia dantesca. Anche se appare come una villa signorile sul retro sono presenti cortile e terreni.

Ca Dolfin Ph Facebook Alessandro CattaneoTorre del giardino di Ca’ Dolfin Ph Facebook Alessandro Cattaneo

Il parco è meraviglioso. Si susseguono sentieri, grotte e cunicoli con vegetazione varia con un laghetto in cui è presente un’isoletta centrale che amplifica maggiormente un’atmosfera decisamente poetica. Nel giardino è presente anche una torre dalle forme neogotiche. Questa fantastica villa si trova in via Garibaldi. Una meravigliosa perla che vale sicuramente la pena di visitare. Una testimonianza artistica di notevole spessore che è vanto sicuro per il nostro territorio, non solo per la nostra città. Affascinante e coinvolgente la sua storia è decisamente palpabile. Quando vi abitò Giuseppe Marchiori, famoso critico d’arte, fu teatro di incontri di intellettuali, scrittori e artisti con cui fu in contatto. Simbolo di cultura, è il cuore di Lendinara. Un simbolo molto amato non solo dai Lendinaresi.

Fonte http://www.ilparcopiubello.it/index.php/park/dettaglio/602
In copertina facciata principale Ca’ Dolfin in una splendida foto presa dal profilo Facebook di Alessandro Cattaneo

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

I Dolfin: ricca famiglia venezia residente a Lendinara ultima modifica: 2019-04-01T10:03:44+02:00 da Sibilla Zambon

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