CIBO TRADIZIONI

Il mais: anche quest’anno è giunto il momento di trebbiare

Mais

E’ tempo di mais. Anche quest’anno è arrivata l’ora di raccogliere le pannocchie. Non solo, ma tutto il Polesine è ricco di questa coltivazione che ha fatto un po’ la storia. Siamo mangiatori di polenta, conosciuti anche come polentari. Nelle nostre terre non manca la sperimentazione di colture, di tecniche e laboratori. Non si è mai avuto paura nell’essere pionieri, nel bonificare le terre e nell’usare questa pianta, il granoturco, importata dall’America. La nostra fortuna? Beh certamente. In passato ci siamo sfamati grazie a questo cereale. Siamo stati davvero precoci nella sua coltivazione.

Come nasce la polenta

La farina di mais non aveva le giuste caratteristiche per preparare il pane e i contadini se ne resero immediatamente conto. Non aveva quella componente di altri cereali di fare colla ma gelatinizzava. Cosa scoprirono quindi? Che messa a bollire in acqua per lungo tempo sarebbe diventata polenta. Questo piatto, comunque, risulta avere origini ancora più antiche. Pare da ricercare addirittura in Mesopotamia al tempo dei Sumeri. All’epoca, in ogni caso, il cereale usato per la preparazione era il farro (o talvolta il miglio) e non il mais come ai giorni nostri. Per l’importazione di questa pianta, ringraziamo Cristoforo Colombo, anche se dovettero passare quasi due secoli prima che il suo utilizzo diventasse comune.

Il Mais elemento principe per la polenta

Non era così in America Latina, dove esiste addirittura Centeotl, il dio del mais. Ai tempi dei romani la polenta veniva fatta con acqua oppure latte e cereali. A seconda del tipo di macinazione e dalla varietà di mais utilizzato, otterremo una polenta dalla consistenza diversa. Più compatta, con la farina gialla “bramata”, oppure più morbida con il tipo “fioretto”. Bisognerà ricordandosi, comunque, di aumentare in questo caso anche la quantità di acqua.  Ultima curiosità. Pare che il mais sia un potente afrodisiaco.  Ma non accompagnate mai la polenta al gorgonzola, ne vanificherete l’effetto.  Tradizionalmente si usava un paiolo di rame appeso sopra il fuoco del camino. Veniva mescolata incessantemente e poi rovesciata su un tagliere di legno che ne assorbiva l’umidità. Mai tagliata col coltello ma con un filo da cucito bianco una volta raffreddata.

La polenta al forno

Questa ricetta è tipica di molti posti del Nord Italia dove il consumo dell’alimento è praticamente quotidiano. Non fa, ovviamente, eccezione il Veneto, ed il Polesine in particolare. Un piatto per il quale serve poco, se non tanto amore e pazienza. Noi, per il formaggio, abbiamo optato per l’Asiago (mediamente stagionato) ed un altro formaggio a pasta morbida, ad esempio la classica caciotta Veneta. Si può ovviamente cambiare a proprio gusto. Sostituendolo ad esempio con del Monte Veronese o, perchè no, anche con della Fontina. Gli ingredienti sotto riportati sono da intendersi per quattro persone:

  • Farina di mais giallo 1 kg;
  • Acqua 4 l;
  • Sale 1 cucchiaio da tavola;
  • Asiago 200 gr;
  • Formaggio Caciotta Veneta100 gr;
  • Burro 100 gr;
  • Parmigiano Reggiano grattugiato – 30 gr;
  • Sale q.b.;
  • Pepe Nero q.b.;

Il Mais elemento principe per la polenta

Portate a bollore due litri d’acqua salata. Versate poi, a pioggia la farina mescolando con energia. Non devono formarsi grumi. Noterete che, man mano che mescolate e la cottura avanza, la polenta si inspessisce. Mescolate per tutto il periodo di cottura, circa 40 minuti, e comunque fino a quando la polenta si staccherà facilmente dalle pareti della pentola. Trasferite poi il composto in una pirofila dai bordi alti. Livellate bene e lasciate raffreddare. Imburrate, nel frattempo, una teglia e disponete sul bordo uno strato di polenta. Avrete intanto affettato i due formaggi e qualche fiocchetto di burro che distribuirete sul composto. Coprite con altra polenta ed alternate gli strati col formaggio ed il burro. Sull’ultimo strato aggiungete il Parmigiano Grattugiato ed ulteriori fiocchi di burro. Infornate a 180° gradi per 40 minuti e comunque fino alla doratura della superficie. La tirerete fuori e la lascerete riposare qualche minuto prima di sporzionarla. Accompagnatela con un buon Cabernet dei Colli Euganei. Buon Appetito!

Fonte ricetta : cookaround. Foto: Ricettedigusto, lospicchiodaglio, Bav.

 

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

Il mais: anche quest’anno è giunto il momento di trebbiare ultima modifica: 2019-09-02T16:17:48+01:00 da Sibilla Zambon

Commenti

To Top