STORIA TRADIZIONI

La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte!

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La Befana sta per arrivare. E’ una figura tipica delle nostre zone e che si festeggia con l’epifania il 6 Gennaio di ogni anno. Porta a conclusione le feste natalizie e dal giorno dopo inizia un altro importante e sentito periodo: il Carnevale. Ma chi è la Befana? Una simpatica vecchietta che vola a cavallo della sua scopa per tutta la notte tra il 5 e il Gennaio per portare dolcetti a tutti i bambini depositandoli direttamente nelle calze appese dagli stessi. Se avete un bel camino non esitate, è quello il posto perfetto per appenderle. Un’altra alternativa valida è quella di agghindarle vicino a finestre.

Arriva la Befana

Ed ecco che la Befana premia chi tra i bimbi si è comportato bene durante tutto l’anno con dolci, caramelle, cioccolatini, biscottini di varie forme e qualità, piccoli giocattoli. Mentre, udite udite, porterà del carbone a chi ha combinato troppe marachelle. Ad alcuni, in certi territori, più probabilmente porterà aglio! Dall’aspetto non molto attraente, solitamente la si dipinge con una gobba ed un naso ad uncino e piuttosto bitorzoluto. Vestita di stracci e con le scarpe rotte e con i capelli raccolti in malo modo e ricoperto con una sorta di fazzoletto come a farne da copricapo decisamente spartano. Un fazzolettone gigante e pesante, una sorta di sialle, legato proprio sotto il mento!

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La Befana ha origini chiaramente pagane. E legate a cosa se non all’agricoltura? Il raccolto del”anno precedente, pronto per trasformarsi in quello dell’anno nuovo. Gli antichi Romani credevano che la dodicesima notte dopo il solstizio invernale si dovesse festeggiare la morte e la rinascita di Madre Natura. Si pensava che durante quelle notti delle figure femminili volassero sopra i campi per donare loro la fertilità. Inizialmente si parlava della divinità Diana, dea della caccia e della vegetazione.

Quando prende piede la festa

E’ il regime fascista con la Befana fascista ad introdurre la festa nel 1928. Con la scusa si consegnavano doni di varia natura o denaro ai bambini più poveri e quindi alle famiglie meno abbienti. Lo scopo? beh risulta abbastanza chiaro. Dare lustro al fascismo, principalmente a chi si occupava di tale festività. Ossia ai fasci femminili e all’opera nazionale del dopolavoro. Ad ogni modo, in poco tempo raggiunse un successo davvero eccezionale, tanto che venne ripetuta fino ai giorni d’oggi.

Ma la Befana è per caso cattiva? Assolutamente no! Al massimo è un po’ scorbutica. Proprio perchè rappresenta l’anno vecchio, si può anche bruciare. Ed ecco che in molte parti nasce l’idea di creare una sorta di Befana gigante fatta di pezzi di legno, con cui fare un gigante falò. Questo anche il motivo per cui viene inserito nelle calze del carbone. In ricordo del rinnovamento e della trasformazione. Proprio a rammentare quel rogo che indica la trasformazione dell’anno.

Nota filastrocca

Vi lasciamo con una filastrocca che ci ha davvero colpiti e divertiti. Forse la conoscerete già. E’ in dialetto ed ha origine dalle parti di Adria.
Quando riva la Befana
supia Bora e Tramontana.
Nella notte fredda e scura
non te gà d’aver paura.
Na veceta pian pianin
la se cala dal camin.
Zito, dormi, non fiatar
resta qua, ca l’è drio rivar.
Dal so saco tira fora
robe bone e na bisola.
Sti sfurizi trovarà
chi ca sa ben comportà.
“Sa tal fato il lazzaron
a te lasso del carbon!”

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Befana e https://notiziein.it/befana-bambini-epifania-2015-filastrocche-divertenti-ottime-idee-video-dialetto-veneto-164708.
Foto da pixabay.com

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!
La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte! ultima modifica: 2020-01-03T15:20:55+01:00 da Sibilla Zambon

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