CIBO NATURA

Melograno: coltivare il rosso che ci tenta con le sue proprietà

Melograno Ph Facebook Antonio Dimer Manzolli

I frutti del melograno vengono raccolti in Ottobre. E’ questo dunque il periodo in cui farne scorpacciate! E’ una pianta che si trova facilmente nei nostri giardini, non solo quelli Polesani. Questo perchè ha ottime capacità d’ambientamento. Non teme il caldo estivo e non soffre il freddo d’inverno. Ma voi sapevate che si può coltivare anche in vaso, magari optando per la variante nana? Ha proprietà antitumorali, combatte le malattie cardiovascolari, antiossidante e persino diuretico. Le sue caratteristiche sono davvero moltissime.

Un alimento importante

In casa sarebbe davvero fantastico non mancasse mai. Vitamina C e del gruppo B, contiene fosforo, potassio e fibre. Non manca nemmeno il ferro, quindi ottimo anche per gli anemici. Le dimensioni della pianta sono abbastanza contenute. Si parla di al massimo 6 metri. Questo il motivo per cui se volete tenerlo in casa, la varietà nana è quella da ricordarsi di prendere. Questa in fatti non supera il metro. Ed è proprio questo il momento migliore per iniziare a coltivarlo. Scegliete un buon terriccio se volete procedere a tenerlo in vaso e del fertilizzante naturale. Mettetelo in una posizione in cui ci sia luce e sole. Non di sicuro all’ombra. Se possibile in una posizione in cui le intemperie non andranno a rovinare troppo i suoi frutti.

Fiore Melograno Ph Facebook Antonio Dimer Manzolli
Fiore melograno ph Facebook Antonio Dimer Manzolli

Non gli serve molta acqua, per cui potete anche dargliene ogni due settimane e se è in giardino, mentre si regola da solo in natura. Magari per i primi tempi potete aiutarlo annaffiandolo una volta alla settimana. A fine inverno la potatura, senza accorciare troppo i rami perchè è nella loro parte finale che si sviluppa il frutto. La fioritura è davvero molto bella. Avviene alla volta di maggio con degli splendidi fiori rossi. Ma c’è anche quella con fiori bianchi.

Curiosità e ricetta

Quello del melograno è un frutto che appartiene al ricordo di molti. Si chiama melagrana. Spesso infatti si tornava dal classico giro in campagna con il melograno in mano. Sgranocchiando ad una alla volta deliziosi semi particolarmente dolci. Molto scenico nella cesta della frutta, a Francoforte le nonne lo usavano per proteggere il legno dal tarlo. E non è tutto. Sapevate che è citato in fonti letterarie antiche come la Bibbia e Omero in quanto simbolo di generosità e fertilità? Mentre in epoca cristiana simboleggiava il sangue dei martiri.

Risotto Alla Melagrana Ph Facebook Chef Toto Fallara
Risotto alla melagrana ph Facebook Chef Toto Fallara

Ottimo anche per ricette davvero alternativa e non solo succhi, come il risotto alla melagrana.
INGREDIENTI:
riso del Delta del Po, 2 tazze da caffè a persona o due bei pugni;
melagrane, circa 400 g;
cipolla o porri;
olio extra vergine d’oliva;
brodo vegetale;
vino bianco;
burro;
grana padano grattugiato.

PROCEDIMENTO:
Dopo aver sgranato la melagrana, frullate due terzi dei chicchi e filtrateli per eliminare le parti grossi. Usate un colino a maglie molto strette per questa operazione. Fate appassire la cipolla ben tritata in un pochino d’olio. Aggiungete il riso e fate tostare. Quindi sfumate con del vino bianco e, una volta evaporato l’alcol mettete anche il succo della melagrana. Addizionate il brodo, due mestoli a commensale. Coprite e fate andare fino a quando il riso sarà pronto. Controllate di tanto in tanto che non sia troppo secco. Mantecate quindi con una noce di burro e la classica bella formaggiata di grana padano! Divertitevi e ricordatevi di decorare i piatti con i chicchi tenuti da parte!

In copertina: Melograno ph Facebook Antonio Dimer Manzolli

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!
Melograno: coltivare il rosso che ci tenta con le sue proprietà ultima modifica: 2019-10-16T09:09:00+01:00 da Sibilla Zambon

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