EDIFICI STORICI STORIA

Andiamo alla volta di Rasa e della sua chiesa

Chiesa Sant'Andrea Apostolo Rasa Ph Sito Prolocolendinara

Un viaggio che ci porta alla scoperta di Rasa, quello che vogliamo fare oggi assieme. E’ giusto parlare e dare spazio anche alle frazioni che sono parte importante del territorio. Ma come arriviamo in questa località? Beh, è davvero semplice. Dal ponte della stazione si procede verso nord sul lato sinistro del nostro caro e amato Adigetto. Ecco che a soli 3 km da Lendinara città, facciamo il suo incontro.

“…bella, et visto tuti quelli campi esser belissimi, con molti salgari: par tuto, sopra la riva di l’acqua, boschi”, così la descrive Mario Sanudo nel 1483. Si tratta dell’antica Raxia, che al tempo era sotto il controllo dell’Abbazia della Vangadizza, a Badia Polesine, i cui possedimenti giungevano fino a Cavazzana.

Come nasce il suo nome

Sembra fosse il 1273 quando si sentì nominare per la prima volta Rasa. Dobbiamo probabilmente il suo nome ai monaci camaldolesi che fecero disboscare gli alberi della selva, rasandoli. Siamo intorno al 900. Facile intuire che dobbiamo a questo intervento proprio l’appellativo. Una volta che il terreno fu spianato e reso fertile, venne distribuito ai contadini per poterlo coltivare. Rasa aveva dunque preso vita e questa comunità nel 1200 diventò comune.

Rasa Chiesa E Campanile Ph Sito RamodipaloRasa chiesa e campanile di S. Andre ph sito ramodipalo.it

I monaci fecero costruire la sua chiesa, il cui nome è Chiesa di Sant’Andrea Apostolo, che restò sotto la loro tutela fino alla soppressione del 1792. Originariamente mancava il campanile ed era a croce greca ad una sola ed unica navata. Lo si evince da un disegno custodito presso l’archivio parrocchiale. “TEMPLUM HOC CONSACRATUM FUIT AB ILL.MO ET REV.MO FRANC.CO ANT.O BOSCAROLO EP.O COAD.E SUB DIE 12 IUNII 1676” recita la lapide della sua consacrazione. Questo ci permette di supporre che quella sia la data della sua ricostruzione. Giovan Battista Beretta il 13 novembre 1686 faceva costruire sul terreno di sua proprietà una deliziosa chiesetta. Fu in seguito ampliata e furono aggiunte le navate laterali, la torre campanaria e il pavimento che risale al 1815.

In continua evoluzione

Nel 1880 aumentò il numero delle campane presenti nel campanile. Prima era una sola, piccola e antica, in seguito ne arrivarono ben tre. Tutte nuove di zecca. Era il 189 quando la navata centrale fu alzata con l’ingresso della luce da ben 4 finestre a lunetta. Sostituito poi il pavimento nel 1900 con un marmo di Verona e, via via, un crescendo di migliorie e aggiustamenti per renderla sempre più bella. Come la sostituzione dell’organo nel 1904 con uno fatto dalla ditta Domenico Malvestio di Padova. Le campane furono sostituite poi con 5 nuove campane e poi fu eretta la cappella dedicata alla Beata Vergine del Carmine grazie alla volontà del parroco Luigi Cavazzini. L’altare è di Giacomo Prearo di Rasa e c’è anche una meravigliosa tela ad impreziosire la chiesa del pittore bolognese Nino Bertocchi.

Rasa Ph Facebook Massimo MorinoCampanile chiesa S. Andrea, ph Facebook Massimo Morino

Andare alla scoperta del territorio significa anche questo, ricordare la storia che quel determinato luogo ha vissuto e che merita di essere ricordata perchè parte del nostro essere. Speriamo che saper di più sul nostro passato possa in qualche modo contribuire anche a valorizzarlo e dargli la giusta luce facendolo ammirare anche a chiunque desideri conoscerlo!

 

Fonte http://www.ramodipalo.it e www.prolocolendinara.it. In copertina Chiesa Sant’Andrea Apostolo Rasa Ph Sito Prolocolendinara

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

Andiamo alla volta di Rasa e della sua chiesa ultima modifica: 2019-09-06T10:55:53+02:00 da Sibilla Zambon

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