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Topinambur: una radice tutta da riscoprire!

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Topinambur, una radice della tradizione ad oggi poco conosciuta ed utilizzata nonostante il prezzo estremamente conveniente. Fortunatamente alcuni chef stanno riproponendo il suo utilizzo per riscoprire in modo innovativo questo alimento molto valido sotto vari punti di vista.

Caratteristiche

Il girasole è un suo parente ed una meravigliosa e grande margherita è il fiore con cui si fa notare. La forma della radice è nodosa, lunga e bitorzoluta. Beige o talvolta rossastra la buccia, a seconda della varietà a cui appartengono, e bianco all’interno. Ovviamente lo troviamo nel sottosuolo essendo un tubero proprio come la patata ma molti lo associano al tartufo. Questo il motivo per cui viene chiamato con diversi nomi nelle varie parti d’Italia. In Polesine è noto ai più come trifola o batata, in Puglia taratufolo, in Piemonte ciabinabò. In italiano invece è conosciuto anche come pera di terra o tartufo di canna. Non ha un profuma ma il gusto è simile al carciofo. Contiene inulina, una sostanza che aiuta la digestione e l’aumento della flora batterica. Utile anche per il colesterolo. Per i celiaci perché non contiene glutine. Non ha amido, quindi utile anche per i diabetici. Non ha molte calorie ma è ricco di carboidrati, sali minerali, vitamine e aiuta pure la cicatrizzazione dei tessuti. Ottimo pure per il fegato. Se siete in gravidanza, fatene largo consumo perché favorisce la produzione di latte.

Fiore Topinambur Foto Facebook Antonio Dimer Manzolli
Fiore topinambur foto Facebook Antonio Dimer Manzolli.

Origine

Questo tubero così particolare proviene dall’America. E’ il 1603 quando il francese Samuel Champlain si rende conto che gli indigeni ne fanno largo utilizzo. Passa un anno e cominciano a esportarlo in Francia, dove, proprio in onore di una tribù di indios dell’Amazzonia che lo consumavano, viene denominato topinambours. Utilissimo nei periodi di gravi carestie, da noi in Polesine si raccoglieva sugli argini del Po o dei canali per essere bollito come una patata. Solo il Piemonte ha continuato ad usarlo tradizionalmente nella loro famosa bagna cauda. Usarlo è semplicissimo in realtà. Basta sbucciarlo e poi si procede a lessarlo o farlo fritto. Nel forno o per fare sformati proprio come si fa con le patate.

Risotto con topinambur

Risotto Topinambru Ph Facebook La Cuoca Sglutinata
Risotto topinambru ph Facebook La cuoca sglutinata.

INGREDIENTI:
2 tazzine di caffè a persona;
topinambur 500 g per 4 commensali;
vino bianco;
olio d’oliva;
brodo vegetale;
burro;
grana padano;
prezzemolo o pepe.

PROCEDIMENTO:
Pelate e quindi lavate accuratamente i topinambur. Tagliateli a cubetti non troppo grossi. Prestate attenzione alle mani, perché proprio come i carciofi, i topinambur sporcano di nero. Per ovviare leggermente il problema potete immergerli in acqua e limone. In una casseruola con un po’ d’olio fate rosolare i dadini di topinambur. Quindi sfumate con vino bianco con fiamma alta in modo da far evaporare l’alcool. Successivamente abbassate la fiamma, coprite e fate cucinare per 10 minuti, prestando attenzione non si bruci. Quindi mescolate di tanto in tanto o aggiungete un pochino di acqua o brodo. Quando il topinambur sarà pronto, ossia morbido, unite il riso e fatelo tostare assieme. Addizionate il brodo vegetale caldo. Due mestoli a commensale. In un quarto d’ora circa, il risotto sarà pronto. Per ultimare il tutto, mantecate con una noce di butto e del grana grattugiato, dopo aver sbattuto la pentola per far sì che il riso rilasci ancora un pochino di amido. In alternativa si può usare anche del pecorino romano. Servite ben caldo e con una leggera spolverata di prezzemolo o di pepe macinato!Buon divertimento!

Fonti: https://www.ilsecoloxix.it/blog/2012/01/31/news/i-mille-volti-del-topinambur-1.32980301 e https://www.salepepe.it/tecniche-base/come-fare/come-cucinare-topinambur/. In copertina: Topinambur foto Pinterest.

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!
Topinambur: una radice tutta da riscoprire! ultima modifica: 2019-10-02T15:01:01+01:00 da Sibilla Zambon

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