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Antichi Organi del Polesine: trionfo sinfonico a Lendinara

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Il terzo appuntamento del festival Antichi organi del Polesine, organizzato da Asolo musica con la direzione artistica di Nicola Cittadin, si annuncia come uno straordinario evento musicale. Eccezionale concerto di Paola Chiarion al Malvestio 1926 col sommo flautista Enzo Caroli. In programma sabato 21 dicembre 2019, alle ore 21, nella chiesa di San Biagio a Lendinara (Ro). Ingresso libero e gratuito. Alla consolle dell’organo storico si esibirà una vera eccellenza polesana, l’organista Paola Chiarion in assolo e in accompagnamento al grande flautista Enzo Caroli, premio alla carriera Falaut 2010 per i primi 50 anni di attività. L’organo fu costruito nel 1926 dalla Pontificia fabbrica organi Domenico Malvestio e figlio, organari padovani.

Presentazione

Chiarion è organista e pianista. Organista della Cattedrale di Santo Stefano a Rovigo, insegnante di Pratica pianistica al Conservatorio di Castelfranco Veneto (Tv). Svolge un’intensa attività concertistica.
Caroli si è diplomato in flauto traverso con Pasquale Rispoli a Venezia. Ed ha il “diploma d’onore” all’Accademia Chigiana con Gazzelloni, in Francia con Roger Bourdin e a Roma con Conrad Klemm. Ha vinto vari concorsi al Teatro “La fenice”, per l’orchestra sinfonica della Rai di Roma, “Il Cilea di Palmi”. Vasta è la sua produzione discografica.

Antichi Organi Del Polesine
La magnifica organista Paola Chiarion.

Il programma del concerto s’intitola “Dal Barocco al Novecento”. Esordio di stile con tre eccelsi autori di composizioni strumentali barocche. A cavallo tra Seicento e Settecento: Georg Philipp Telemann e Fridrich Haendel, con le rispettive Sonata in Fa maggiore, e Johannes Sebastian Bach con la Fantasia in Sol maggiore per organo solista. Fra Ottocento e Novecento si colloca invece la musica sinfonica del più tedesco dei francesi, Camille Saint-Saens, di cui si esegue la Romanza per organo e flauto.

Il Festival

A seguire, l’Allegro appassionato, tratto dalla Sonata n. 5 Op. 80 di Alexandre Guilmant, organista francese di fine Ottocento, pietra miliare della composizione organistica mondiale che ha aperto la strada alla riscoperta della musica antica e dato impulso a quella moderna. In chiusura, le atmosfere etniche della danza cubana Habanera di un complesso Maurice Ravel, autore considerato impressionista seppure nella sua tipicità espressiva ed i legami con la melodia.

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Il grande flautista Enzo Caroli.

Il Festival Antichi Organi del Polesine è organizzato da Asolo Musica con la direzione artistica di Nicola Cittadin, nell’ambito del circuito regionale Cantantibus organis, un progetto per la valorizzazione del patrimonio organario veneto, col sostegno di Regione del Veneto e Ministero per i Beni culturali, il patrocinio ed il contributo dei Comuni di Lendinara, Rovigo e Porto Tolle e la sinergia delle Parrocchie della Cattedrale Santi apostoli Pietro e Paolo di Adria, di Ca’ Venier San Nicolò, di Lendinara San Biagio e del Sindacato del Tempio La Rotonda di Rovigo. ​

Focus: L’ORGANO MALVESTIO E LA SUA STORIA

Contrappunti e fughe, grandi affreschi sonori tracciati per l’ascolto dalle orchestre sinfoniche, non più teatralità e musica bandistica. Agli inizi del Novecento l’organo abbandona l’opera lirica italiana e si apre alla sinfonia d’Oltralpe. E’ in questi anni che viene costruito l’organo Malvestio di San Biagio, utilizzando parte del materiale fonico del precedente organo, un Tonoli di metà Ottocento di scuola lombarda ed un somiere (una cassa d’aria compressa) di un altro organo che si trovava nel vicino Santuario della Madonna del Pilastrello. Uno strumento “eco-compatibile” nato dal riutilizzo, si vorrebbe dire. Invece era il periodo della “Riforma ceciliana” che trovò l’apice nella Motu proprio (documento di iniziativa papale) “Tra le sollecitudini” di papa Pio X del 1903, sulla musica sacra. La liturgia deve abbandonare la musica operistico-teatrale (che effettivamente era diventata eccessiva in ambiente sacro) e tornare al canto gregoriano e alla polifonia classica rinascimentale.

Intanto cambiava il gusto musicale e cambiava anche la tecnica costruttiva, passando dall’artigianalità alla produzione in serie. Tutto questo incrocio di variabili fece sì che molti organi, in tutta Europa, subirono importanti e talvolta deleterie trasformazioni per essere adeguati alle nuove sonorità. E soprattutto, ripuliti da “bande turche”, campanelli e registri da concerto come erano gli organi italiani. D’altronde, gli eccessi storpiano da ogni parte e cosi si formò un nuovo “Movimento organistico”, nato in Germania (ne fu co-fondatore il Nobel per la pace Albert Schweitzer, famoso medico, ma anche organista), tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, che sostenne il restauro storico-filologico degli organi antichi e favorì il recupero dell’arte organaria che rischiava di andare perduta. ​

Fonte e foto comunicato stampa Antichi Organi del Polesine.

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!
Antichi Organi del Polesine: trionfo sinfonico a Lendinara ultima modifica: 2019-12-20T08:23:21+01:00 da Sibilla Zambon

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