CIBO Ricette tipiche TRADIZIONI

Pinza alla munara, un grande classico che non passa mai di moda!

Pinza alla munara ph Facebook Mirtilla Baroni

Una volta era indispensabile utilizzare ogni singolo avanzo. Assolutamente inconcepibile sprecarlo o, peggio, gettarlo. Un’arte, quella del riciclo, che personalmente ho sempre approvato e decisamente sostenuto. A maggior ragione se riguarda il cibo. Pensate che tale prodotto è di notevole valore ed importanza per Stienta, come ci riferisce la neo Pro loco Stienta-Caligo. E proprio grazie a Stienta, dove si svolge una festa annuale in suo onore, con decreto MiPAAF (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali) del 23/05/2016 la pinza è stata inserita nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali della Regione Veneto. Abbiamo già parlato del fatto che Lendinara era una zona di mulini e allora oggi voglio raccontarvi di cosa forse accadeva al loro interno quando il fiume era in piena. Beh, i mulini erano lontani dalle sue sponde solo un centinaio di metri al massimo, per cui in quel periodo era impossibile per loro poter ricevere il cibo che i parenti gli inviavano.

Necessità virtù e tantissima fantasia nel cercare di sopravvivere con quel poco che si aveva a disposizione. Non è dato sapere con certezza chi fu l’inventore della pinza alla munara, piatto tipico e decisamente tradizionale, ma placò a molti i morsi della fame. Questo è certo. Si mormora che una volta, proprio un mugnaio, per diminuire i dolori provocati dal suo stomaco che reclamava di essere soddisfatto con qualsiasi cosa di commestibile, prese della farina. Fece una sfoglia e la unse, udite udite, niente popò di meno che con dell’olio del lumino posto vicino a Sant’Antonio Abate, che era ovviamente il protettore presente in qualsiasi mulino. La ripiegò più volte e la mise sulla fogara. Senza lievito e cotta direttamente sulla cenere ardente. Semplice no? Anche se il classico gusto affumicato non è affatto semplice da ricreare, era un piatto davvero ingegnoso e allo stesso tempo ottimo direi.

Ricetta pinza alla munara

Pinza alla munara ph ristorante Al Bagaj
Pinza alla munara ph ristorante Al Bagaj www.albagai.it

INGREDIENTI:
farina 1 kg;
150 g di strutto;
10 cucchiai d’olio d’oliva;
acqua e sale.

PROCEDIMENTO:
Unite la farina allo strutto e all’acqua. Per le quantità, dovete regolarvi assolutamente “ad ocio”. Quel tanto che basta per ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso. Simile ad un elastico diciamo. Ricordatevi che deve essere omogeneo. Fate riposare per almeno 30 minuti. Dato che gli anni sono passati e ci siamo evoluti, l’uso della macchinetta per tirare la sfoglia vi agevolerà tale operazione. Ma se siete della vecchia guardia, usate tranquillamente il mattarello. Ungete la prima sfoglia ottenuta con l’olio. Un tempo veniva usato il lardo fuso. Non esagerate nel fare questa operazione. Non deve gocciolare. Ponetevi sopra la seconda e cospargete anche questa. Ripiegate il tutto in tre parti e di nuovo mna questa volta facendo combaciare gli angoli esterno al centro. Scaldate il forno e cucinate il tutto a 200/220º per un quarto d’ora circa. Dipende dallo spessore della vostra pinza. Comunque vi renderete conto se è pronta se la pasta avrà un colore uniforme e dorato. Ricordatevi assolutamente di accompagnare il piatto con il giusto vino. Servito con i salumi tipici delle nostre zone, secondo me è davvero un piatto imbattibile con cui deliziare e coccolare gli ospiti! Divertitevi a ricrearlo.

Les jeux sont faits!

 

In copertina Pinza alla munara ph Facebook Mirtilla Baroni. Fonte ricetta libro CUCINA POLESANA.

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

Pinza alla munara, un grande classico che non passa mai di moda! ultima modifica: 2019-01-23T07:14:20+02:00 da Sibilla Zambon

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