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L’arte dell’intarsio e le meravigliose opere di Lorenzo e Cristoforo Canozi

Lorenzo e Cristoforo Canozi ph ProLocoLendinara

Lorenzo Canozi nasce a Lendinara nel 1425 da Andrea Zanesini e Ondaria. Famoso grazie al suo talento di intarsiatore, pittore e tipografo. Ancora oggi è considerato uno dei più fondamentali rappresentanti dell’arte dell’intarsio ligneo. Questa tecnica consiste in un tipo di decorazione che si realizza accostando piccoli pezzetti di legni o altri materiali di colori diversi. Per questa ragione Lorenzo apre una bottega insieme al fratello Cristoforo. Dopo l’imminente apertura, l’arte dell’intarsio si espande a macchia d’olio principalmente nel nord Italia. Tuttavia, l’arte dei fratelli Canzoni è contraddistinta da speciali effetti cromatici derivati da un’ulteriore tecnica artistica di bollitura del legno. I due fratelli sono in contatto diretto con Piero di Benedetto de’ Franceschi, nonché il grandissimo pittore e matematico italiano Piero della Francesca. Dunque, alla fase giovanile degli artisti lendinaresi principalmente si attribuisce il lavoro ai dossali della sacrestia dei Frari a Venezia.

Lorenzo Canozi, Lendinara

Lorenzo Canozi, Lendinara – foto da https://it.wikipedia.org

D’altro canto, i Canozi segnano artisticamente Lendinara con la grata monacale lignea ad intaglio e traforo realizzata intorno il 1447 ed ora conservata all’interno del Palazzo Comunale nella sala “canoziana”. L’opera proviene dalla chiesa di Santa Maria Nuova alla Braglia, chiesa soppressa durante il corso dell’Ottocento.
In più nei primi anni del 1449 e tra il 1453 ed il 1454, Lorenzo Canozi inizia a lavorare insieme a Cristoforo a Ferrara nello studiolo di Belfiore per conto di Leonello d’Este. Durante il loro soggiorno ferrarese, ai due talenti lendinaresi è attribuita l’esecuzione del coro per la Basilica di San Prospero a Reggio Emilia, avvenuta tra il 1457 ed il 1458.  I lavori per il coro non sono ultimati dai Canzoni ma alcune parti sono commissionate a Giuseppe de Venetiis, il quale ha il compito di ingrandire le dimensioni dello stesso coro.

Altre opere dei Canozi

Altri probabili lavori dei Canozi sono la realizzazione nel 1458 del pulpito intarsiato per la chiesa di San Francesco a Lendinara dove si ipotizza che gli intarsiatori lendinaresi abbiano addirittura realizzato il nuovo coro. Sfortunatamente però, tante opere delle chiese sono disperse durante la soppressione dei conventi nel 1769. Un altro pulpito ligneo attribuito a Lorenzo e a Cristoforo è quello del Duomo di Este, il coro del monastero olivetano di San Giorgio all’esterno delle mura ferraresi. Anche queste realizzazioni sono attorniate da controversie ma gli studiosi d’arte accostano ai Canozi questi lavori in quanto lo stile scelto risulta essere molto simile a quello dei loro precedenti lavori lendinaresi. Nondimeno, nessuna incertezza accerchia l’opera che porta i Canozi alla fama. Infatti, la realizzazione del meraviglioso coro del Duomo di Modena completato nel 1465 è conseguito dal talento indiscutibile di Lorenzo e Cristoforo Canozi. Durante gli anni il coro modenese subisce molteplici trasformazioni. Grazie a questa opera d’arte, I canozi dimostrano la loro adesione alla nuova scienza della prospettiva e che la tarsia quattrocentesca fu pittura lignea grazie alla vasta gamma luminosa dei legni utilizzati. I legni potevano ottenere altri toni di colore grazie all’immersione in olii bollenti.

Duomo Modena

Duomo di Modena http://www.unesco.modena.it

Gli ultimi anni

Di seguito, tra il 1462 ed il 1469, i Canozi realizzano anche il coro della Basilica del Santo a Padova. Purtroppo, questo è quasi totalmente distrutto da un incendio nel 1749. Del coro canoziano rimangono due piccole parti scartate per ragioni di spazio nel Seicento e oggi nel coretto della Cappella di Santa Rosa da Lima. Inoltre, da alcuni registri storici si denota che Cristoforo Canozi prende la totale responsabilità dei lavori per il coro modenese mentre Lorenzo decide di concentrarsi sui lavori padovani. Dopo il completamento di altri lavori, Lorenzo Canozi si dedica alla stampa fino al 1470. Si interessa talmente tanto che viene considerato il proto tipografo padovano. Alcune sue opere tipografiche sono : un trattato del medico arabo Mesue e due volumi di Leon Battista Alberti. Successivamente, nostalgico, torna  all’attività dell’intarsio nel 1475. La sua ultima opera è l’armadio per le reliquie del Santo collocato nella sagrestia della Basilica del Santo a Padova. Non riesce a completare il lavoro a causa delle sue condizioni critiche di salute. Muore nel 1477 ed il suo lavoro è  completato da Pierantonio degli Abbati. Disgraziatamente l’integrità dell’opera è completamente compromessa durante un restauro del 1872.

 L’arte dell’intarsio veneto. Foto in copertina da ProLocoLendinara.it.
Anna Bellini

Autore: Anna Bellini

Ciao, sono Anna ed ho 22 anni!
Sono lendinarese e amo scrivere!

L’arte dell’intarsio e le meravigliose opere di Lorenzo e Cristoforo Canozi ultima modifica: 2019-01-08T08:57:38+02:00 da Anna Bellini

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