STORIA

Ramodipalo: il ponte con Rasa e la chiesa di San Giacomo

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Dopo essere stati a Rasa, è obbligatorio fare anche una tappa in quel di Ramodipalo. Il suo nome probabilmente deriva dalla confluenza delle acque del Po durante la sua rotta nel 1152 proprio nell’Adigetto, nostro caro e grandissimo amico. Quest’ultimo era nato precedentemente dalla rotta dell’Adige del 1000 a Badia Polesine. Ad ogni modo, a queste terre venne dato l’appellativo di Ramo del Po e da qui si arriva facilmente a capire la scelta della sua denominazione Ramo di Palo. Ricordiamo anche che tale nome veniva usato per la prima volta ufficialmente dal Papa Alessandro III (che restò in carica dal 1159 fino alla sua morte), che in un documento del tempo parlava di tutta la zona a destra dell’Adigetto identificandola come Ramo di Palo.

Curiosità

L’Adigetto al tempo era navigabile e veniva utilizzato tranquillamente. Infatti i ponti che lo attraversano sono ad arco, ovviamente per permettere il passaggio dei vari barconi. Negli anni settanta il suo letto che si era nel mentre interrato è stato sistemato. Ma dove nasce? Prende vita a Badia Polesine e divide Rasa da Ramodipalo. Arriva a Lendinara e prosegue la sua corsa per Villanova del Ghebbo, Fratta Polesine e Costa. A Rovigo viene interrato ma non si ferma ovviamente. Rispunta e prosegue per Valliera, fino a giungere nei pressi di Loreo dove si butta tra le braccia del Canal Bianco.

Ponte Ramo Di Palo Rasa Ph Di Fabrizio Pivari Da FlickrPonte Ramodipalo – Rasa ph di Fabrizio Pivari da Flickr

Il famoso ponte che unisce Rasa a Ramodipalo, è decisamente un pezzo importante della nostra storia. Si tratta di un “signore” con ben 200 anni suonati fatto costruire ancora al tempo di Napoleone. Con i suoi 2 metri di lunghezza e largo 4,63 metri, ha una ringhiera di ferro e ben tre arcate. Una volta esisteva poi il guardiano del ponte che si faceva pagare il pedaggio per transitare e attendeva nella casetta proprio affianco del ponte!

Chiesa di San Giacomo

Interno Chiesa S. Giacomo Rampodipalo Da Sito RamodipaloInterno chiesa S. Giacomo Rampodipalo da sito ramodipalo.it

Questa chiesa era un tempo sotto la responsabilità di S. Biago e dei frati umiliati, di cui abbiamo già accennato in questo articolo: https://rovigo.italiani.it/monastero-degli-olivetani/. Risalire alla data precisa in cui è stata costruita è difficile, ma sappiamo che certamente è antica. E’ stata ricostruita e ampliata nel Settecento grazie a Giovanni Baccari. Pensate che nel 1473 veniva infatti descritta come in pessime condizioni, mentre nel 1603 monsignor Flavio Perotto scriveva: “…la chiesa è antica, a unica navata ed è di ridotta dimensione, inadeguata a contenere i fedeli. Le pareti sono state imbiancate in modo che le croci e la data della sua consacrazione sono state cancellate”.

Ma ecco che nel 1734 il vescovo Giovanni Soffietti afferma: “ampia, con colonne coperte di raso rosso, coro dietro all’altare maggiore e due belle cantorie”. E’ l’Ing. Pietro Zerbini a renderla come è oggi, anche se il 24 Giugno 1993 un tornado ha fatto cadere il campanile sopra il presbiterio vicino alla chiesa. In pochi anni fortunatamente è stato sistemato tutto. Nella navata centrale si conservano i dipinti del pittore veneziano Gigi Gasperini, come pure i decori nel catino dell’abside.

 

 

In copertina il ponte Ramodipalo – Rasa, ph di Roberto Ciciliato, Threecharlie da Wikimedia. Fonte sito ramodipalo.it

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

Ramodipalo: il ponte con Rasa e la chiesa di San Giacomo ultima modifica: 2019-09-13T10:29:31+02:00 da Sibilla Zambon

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