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La dote di Elena Nicolio – Stipula di un matrimonio ricco di ogni tipo di bene

Dote di Elena Nicolia, lo stemma famiglia confalonieri

Una delle famiglie più importanti di Lendinara è di certo la famiglia Confalonieri. Uno dei personaggi di spicco della famiglia è Pompeo Confalonieri. Infatti, curioso è il suo testamento, dove prima di morire, esprime la sua speranza che uno dei nipoti – Ferdinando o Giacomo – riesca a sposarsi per continuare la sua prole.
Fortunatamente per il nonno, Ferdinando riesce ad esprimere il suo desiderio e si appresta al matrimonio.
La domenica 12 settembre 1632, nella casa di Mauro Casti a Rovigo, è stipulato il matrimonio tra Ferdinando Confalonieri e la figlia del nobile rodigino Celio Nicolio, Elena.
Tuttavia, il fratello di Elena, Lorenzo Nicolio, promette come dote per sua sorella, tutti i beni materni residenti a Venezia. Oltre a ciò, Lorenzo assegna ad Elena altre parti di beni sull’eredità familiare.

Una dote ricca di beni

Non di meno importanza è la promessa fraterna di Lorenzo. Infatti, egli giura di sborsare 1000 ducati di tasca sua, nei quali sono compresi 200 ducati lasciati dalla sorella defunta, Caterina Nicolio. Invece, per San Michele lo sposo Ferdinando avrebbe ricevuto altri 1000 ducati. Ulteriormente, la sposa Elena porta in dote i mobili e tutti gli effetti personali di cui si trova in possesso. D’altro canto, Ferdinando Confalonieri e il tutore Novello Cattaneo si impegnano a pagare 2000 ducati e a restituire dei mobili in caso di separazione.

È in questo modo che  il 19 novembre 1632 Lorenzo, Elena, Ferdinando e Novello firmano il contratto. I mille ducati sono subitamente sborsati in moneta d’oro per una buona parte. Gli altri mille, in zecchini e reali d’argento sono versati allo sposo Ferdinando Confalonieri. Interessantissima è la stima degli effetti personali portati in dote dalla sposa Elena Nicolio, avvenuta il 23 novembre del 1632. La stima è fatta da sarti di professione : Girolamo dei Borbieri e Camillo Zane.

Dote di Elena Nicolia, Pompeo Confalonieri

Ritratto di Pompe Confalonieri – Luigi Rossi – Foto da http://www.lombardiabeniculturali.it

La dote di Elena Nicolio

La stima che segue è la stima originale stipulata dai due sarti Girolamo dei Borbieri e Camillo Zane. Tra parentesi vi è la stima in Lire.

Camise da dona di tela n.9 usate, ma variate con Caneppi; serrate di cordelle, stimate tutte (L.76), camise da donna di Renso nuove, serrate con cordella e suoi caneppi e lavorieri n.3, stimate valer (L.110), camise di tela serrate di cordelle con lavorieri e caneppi n.6, stimate sottospra (L.300), una bombasina usata, stimata (L.10), una traversa di tela serrata di cordelle stimata duc. 25 (L. 155), un grombiale di drapo nuovo serrato di cordelle con merli (L.24), un altro grombiale di solidente usato con ponti a filo lavorato (L.14), un altro grombiale usato di solidente con magkie (L.10), un altro grombiale di solidente con cordelle e merli, nuovo (L.24),

un drapo di seta da messa nuovo (L.21), grombiali n.12 nuovi di solidente lavorati con conrdelle (L.108), fazzoletti di mussolo n.12 con merli e rosette, variadi (L.170), altri fazzoletti variadi n.12 con pontino di “merlo” (L.30), altri fazzoletti di mussolo n.5 con merli (L.15), altri fazzoletti di tela nuovi con merli, n.12, stimati (L.56),una ninzoletta di renso schietto (L.12), fazzuoli da testa di tela con merletto, n.3 usati (L.10), una vesta con maneghe Grogona di Signoria, guarnida vegra (L.60), una vesta di Cambelotto rossa con maneghe, guarnita (L.70), una vestura di Secondina paonazza con fiori paonazzi con sue maniche guarnita e stimà (L.120), una corpetta Grogon turchin guardina, usà, stimà (L.16), un’altra corpetta di Grogon di Signoria nova cremisina guardina (L.36),

una manezza di Volpe bianca (L.24), un paro di guanti di pelle ricamati da donna (L.8), un velo da spalle, ciò Tabarin con argento e oro (L.26), un cossin con oro guarnito da Gallon d’Oro con suo cretin fderato di Zendal, guarnito d’argento, il tutto stimà (L.28), un paro di monini d’Oro, passano onze una e mezo, stimà (L.126), due para d’Orecchini et Ago pesa mez’onzia e carati 12 con perla, stimà (L.65), un filo di Granate e Perle, e perosini, stimate (L.62), un collo di coralli con perosini n.10 d’Oro, stimà (L.50)

(Fonte – B.Rigobello “Lendinara Veneta”, foto copertina Stemma Famiglia Confalonieri da it.wikipedia.org)

Anna Bellini

Autore: Anna Bellini

Ciao, sono Anna ed ho 22 anni!
Sono lendinarese e amo scrivere!

La dote di Elena Nicolio – Stipula di un matrimonio ricco di ogni tipo di bene ultima modifica: 2018-12-20T10:08:58+01:00 da Anna Bellini

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