I LENDINARESI RACCONTANO LENDINARA

itLendinara

ARTE ITINERARI

Itinerari lendinaresi, a spasso fra chiese ed Adigetto

48255800296 551b4297ec B

L’appellativo di Atene del Polesine non può essere certo dato a caso. E d’altronde crediamo che il titolo sia indubbiamente meritato. Lendinara è parte di quell’area del Polesine che prende il nome di Alto Polesine. Lasciando il capoluogo, la nostra cittadina si incastra in quel paesaggio che pian piano porta alla provincia veronese. Possiamo ancora contare sulla magia del nostro naviglio Adigetto che scorre placido e regala un fascino di grande impatto. Soprattutto alla sera, quando i raggi del sole vanno ad infrangersi su di esso regalandogli una magia molto difficile da descrivere a parole. Ed allora proviamo ad immaginare un piccolo tour che possa portare il visitatore a conoscere le meraviglie cittadine. Non solo quelle naturali ma anche quelle architettoniche.

Itinerari Lendinaresi

Lapidi, urne cinerarie e monete, attestano che il territorio di Lendinara era abitato già ai tempi dei romani. Il nome odierno appare per la prima volta in un documento del 944. Già nel XI secolo a Lendinara si trova traccia del castello con le sue torri. E d’altronde sappiamo per certo che dopo il X secolo in tutto il Polesine sorsero numerose fortificazioni a difesa delle città. A ciò si aggiunge un fiorire di edifici religiosi che fanno anche sviluppare, attorno a loro, comunità religiose di grande rilevanza. Dentro questi edifici, molto spesso, si celano tesori di inestimabile valore, opera di artisti veneti (e non) che, oltre a meritare una visita, ci fanno subito sentire in pace col mondo. Ed allora proviamo a portare un visitatore forestiero alla visita di alcuni dei gioielli della nostra città.

itinerari lendinaresi

Cominciamo con la Chiesa di Santa Sofia. Il Duomo. Notizie sulla sua costruzione risalgono intorno alla fine dell’anno Mille. Nata sui resti di un tempio pagano (secondo molti) è legata alla famiglia Cattaneo che, nel 1070 appunto, ne costruisce l’oratorio. Nel Quattrocento, Lendinara diviene importante punto religioso, al punto da avere anche una sede vescovile. Intorno al 1550 la chiesa viene affidata alla famiglia veneziana dei Molin, con il compito di farla risorgere dal grado di incuria in cui versava. Negli anni seguenti la chiesa viene ingrandita ed abbellita.

La chiesa di San Rocco

All’interno del duomo di Santa Sofia si trovano opere d’arte di grande pregio. Tra di esse dipinti di Pietro della Vecchia ed Antonio Zanchi. Uscendo dalla magnificenza del Duomo troviamo la Chiesetta di San Rocco. Sorge poco fuori dalla città, sulla strada che da Lendinara porta verso Rasa. Viene costruita nel 1516 per iniziativa del Consiglio Comunale, che volle ringraziare San Rocco per lo scampato pericolo sulla peste del 1511. Il Vescovo Ferretto ricorda la presenza dei frati Serviti (che vengono soppressi nella seconda metà del Seicento).

Edf

Nel 1535 la famiglia Contarini si assume l’onere di ristrutturarla. Oggi la chiesa è di proprietà del Comune che decide di destinarla a famedio per i caduti della prima guerra mondiale. Al posto dell’antico convento dei frati Serviti, oggi troviamo il Parco delle Rimembranze che sarà piacevole percorrere godendosi l’ampio spazio. Sul lato destro, ci si può fermare davanti all’imponente platano (messo a dimora nel 1848) conosciuto dai lendinaresi come l’alboron de San Roco.

Foto: Alessandro Effe. In copertina:“Veneto 2019” by dvdbramhall is licensed under CC BY-NC-ND 2.0 

Itinerari lendinaresi, a spasso fra chiese ed Adigetto ultima modifica: 2019-11-28T15:30:56+01:00 da Sibilla Zambon
To Top