CHIESE EDIFICI STORICI

La storia del nostro amato Duomo di Santa Sofia

Duomo Di Santa Sofia Ph Festa Del Radicchio Rosso Di Treviso

La Chiesa di Santa Sofia sorge, secondo molti, sui resti di un tempio pagano. Ma da dove deriva tale convinzione? Nasce dal ritrovamento nelle fondazioni di due idoli (immagini di carattere divino) e di iscrizioni. E’ legata alla famiglia dei Cattaneo. Infatti Alberico ha fatto costruire l’oratorio nel 1070. Solo dopo essere stata ampliata è stata dedicata a Santa Sofia in memoria di Sofia Lendinara, moglie di Obizzo d’Este.

Il Duomo di Santa Sofia

Nel Quattrocento Lendinara era un importante punto religioso. Il principale del territorio tanto che la chiesa era anche sede vescovile e collegio dei canonici. Ma nel 155 versava in uno stato di abbandono sconcertante, tanto che venne data in concessione alla famiglia Molin, veneziani, che in cambio promisero di restaurarla. E così venne ricostruita. Magli alti e i bassi della chiesa furono molteplici e nel Settecento era davvero fatiscente. L’incuria da parte dei giuspatroni Molin-Minio era palpabile ed insindacabile. Fu quindi nuovamente restaurata nel 1736 ma il maggior merito va all’arciprete Martinelli. Copertura, altare maggiore del Santissimo Sacramento e nuovo organo le principali migliorie attuate. Inoltre, grazie al conte Emilio Gherardini, venne edificata la cappella di San Pietro martire adornata con un altare ligneo con la statua di San Vincenzo Ferreri, lavorati da Bortolo Ponzilacqua.

Duomo Di Santa Sofia Ph Facebook Renato MandruzzatoDuomo di Santa Sofia ph Facebook Renato Mandruzzato.

Ma nonostante tutto la chiesa non sembrava essere migliorata. Così la fabbriceria, organo che provvede a gestire i beni della Chiesa, decise di ricostruirla tutta. Si iniziava dalla tribuna. Era il 1760. Solo nell’Ottocento si finì l’opera, a causa di mancanza di fondi. Un lavoro complesso ad ogni modo. A questo punto, visto l’aumento delle dimensioni iniziali, venne comprato il terreno adiacente del cimitero. La facciata della chiesa di Santa Sofia venne fatta seguendo il progetto di don Francesco Antonio Baccari, architetto lendinarese di prestigio di cui abbiamo già parlato altre volte in precedenza. Venne fatta una cosa davvero intelligente per concludere i lavori di restauro, che segue molto un tema che sta molto a cuore a tantissimi. Fu utilizzato il materiale di spoglio della chiesa soppressa di San Francesco.

La torre campanaria

Ma è il suo magnifico campanile a lasciar tutti senza fiato ancora oggi. E a chi si poteva assegnare l’arduo compito di costruirne uno talmente maestoso da dominare tutta l’area in questione? Beh, ovviamente a Francesco Antonio Baccari, che eseguì ben due progetti. Fu scelto quello della torre quadrangolare. A parte qualche iniziale intoppo dovuto al fatto che si tentava di costruire su un terreno in non mancavano sorgenti d’acqua, i lavori proseguirono in maniera spedita. Fino ad un certo punto. Un susseguirsi di problemi economici e tecnici hanno dilatato i tempi della sua costruzione fino a giungere al 1824, quando un generoso Gaetano Baccari ed altri cittadini facoltosi diedero un forte contributo tanto da giungere a terminarne la costruzione.

Campanile Santa SofiaDuomo di Santa Sofia ph Facebook Renato Mandruzzato

A completare la sua cupoletta troviamo l’angelo tanto caro a noi lendinaresi. Ma voi lo sapevate che l’originale è stato sostituito nel 1973? Proprio così! La causa è da addebitarsi ad una saetta che lo distrusse. L’attuale è stato costruito dal professore Vedovato di Vicenza.
La facciata invece è stata terminata nel 1910 grazie a Domenico Rupolo, archiettetto, e a Gastone Marchiori, ingegnere lendiarese. Nel Novecento furono molti gli interventi di restauro eseguiti e ci sono anche diverse opere d’arte conservate al suo interno. Alcune sono custodite già dal Settecento e provengono da chiese soppresse o da collezioni private. Ma di questa storia ne parleremo un’altra volta!

 

Fonte: https://www.prolocolendinara.it. In copertina: Duomo di Santa Sofia ph Festa del Radicchio Rosso di Treviso.

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

La storia del nostro amato Duomo di Santa Sofia ultima modifica: 2019-09-30T10:42:39+01:00 da Sibilla Zambon

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