CIBO Ricette tipiche

Il Carnevale porta con sè moltissimi dolci come le fritoe!

Fritoe Ph Pamela Tomaini

Sapete quando nascono le fritoe ossia le frittelle? Era il 300 e la loro ricetta si trova in un documento gastronomico del tempo, conservato ancora oggi a Roma presso la Biblioteca Nazionale Canatense. E’ proprio durante il Carnevale che diventano regine indiscusse e riescono a portar via la scena anche alle più belle maschere. Un regalo della Repubblica Serenissima dunque. Ha preso largo piede, tanto che la troviamo facilmente anche nel Friuli da un lato, fino ad arrivare a Milano.

Passione fritoe

Un tempo a occuparsi della loro preparazione erano solo i fritoleri. Tanto che nel 600, anche per darsi un tono di importanza e prestigio, si uniscono in una vera e propria associazione che si potrebbe anche definire come corporazione. Si definivano le aree in cui ognuno di loro poteva partecipare, sottolineando che l’arte sarebbe passata solo ai loro figli. Un modo per assicurare alla propria famiglia il proseguo e il monopolio dell’attività. Si tramandavano il lavoro di padre in figlio. Mica male come cosa, no? Questo tipo di lavoro durò fino all’800.

Pensate che venne addirittura insignito del titolo di Dolce Nazionale dello Stato Veneto. Le fritoe venivano fritte nello strutto, ovvero il grasso di maiale. Le troviamo inoltre rappresentante sia in quadri che riportati e citati in numerose opere letterarie. Pensate al Goldoni, per esempio. Troviamo le fritoe anche ne Il Campiello, una delle sue opere più conosciute. Qui Orsola, la protagonista, era una fritoa. Solitamente i fritoleri svolgevano le loro funzioni in piazza. Sotto gli occhi attenti di tutti i passanti che venivano rapiti letteralmente dal profumino delle fritoe.

Ricetta

Molte sono le varianti in commercio ai giorni nostri. Pensate che a Venezia è nata pure quella ebraica. Dal ghetto ebraico è nata la versione che ancora oggi viene preparata per la festa del Purim. Ovvero il Carnevale ebraico o la festa delle sorti. C’è chi ama i canditi e chi i pinoli. Con la crema zabaione, chantilly o al cioccolato. Per non parlare di quelle con mele e uvetta. Noi partiamo dal regalarvi la ricetta tradizionale per eccellenza. Potete aggiungervi voi gli ingredienti che più amate, sbizzarrendo la vostra fantasia!

Fritoe Ph Grazia Cominato
Fritoe ph Grazia Cominato

INGREDIENTI:
farina tipo 00 250 g;
25 g lievito di birra;
30 g di zucchero;
1 uovo;
200 ml di latte;
uva passa;
pinoli;
scorza di limone;
olio per friggere;
zucchero a velo.
PROCEDIMENTO:
Mettete in ammollo l’uvetta nel rum. Sciogliete il lievito nel latte tiepido. Unitevi 50 g di farina, molto lentamente e possibilmente con l’uso di un setaccio. Fate riposare per mezz’ora. Quindi addizionate la restante farina, l’uovo e lo zucchero. Aggiungete anche uvetta sultanina ben strizzata, pinoli e scorza di limone. Fate riposare per almeno un’ora così da far proseguire la lievitazione. Portate l’olio a bollire senza bruciarlo e con l’aiuto di un cucchiaio mettete a friggere le frittelle in abbondante olio. Dovranno galleggiare. Una volta che saranno dorate, spolverizzate con abbondante zucchero a velo. Et voilà! State attenti a non infilarne una subito in bocca perchè l’ustione è dietro l’angolo!

Fonte ricetta: https://www.venetidelmondo.it/2016/06/16/dal-carnevale-di-venezia-le-fritole-veneziane/ . In copertina frioe ph Pamela Tomaini.

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!
Il Carnevale porta con sè moltissimi dolci come le fritoe! ultima modifica: 2020-01-15T10:05:20+01:00 da Sibilla Zambon

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