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Pronti per le patate dolci? Ci siamo quasi!

Patate Dolci Ph Facebook Baldin Valentina

Le patate dolci o americane si trovano in tutti i territori vicino all’Adige sia nella provincia di Rovigo che di Padova. Ma è Valliera, frazione del comune di Adria, a detenere il primato della tradizione produttiva grazie anche all’Associazione produttori delle patate di Valliera. I terreni interessati in questo tipo di produzione sono zone in cui il suolo è particolarmente fertile. Sicuramente umido, tendente al sabbioso e di origine alluvionale. Il periodo della raccolta va da metà Agosto ad Ottobre inoltrato. Giunge in Europa nel 1500 direttamente dall’America Centrale, grazie alla scoperta da parte di Cristoforo Colombo del Nuovo Mondo. A portarla a Rovigo il Conte Antonio Donà dalle Rose, che inizia a coltivarla.

Proprietà

La patata americana è decisamente nutriente e contiene molti zuccheri. Lessata o cotta al forno è il suo consumo di maggior utilizzo. Comunque viene utilizzata anche per fare la fecola, impiegata spesso come addensante, per produrre alcool o anche come foraggio. Trovarla in Veneto non è difficile. Ormai la si trova anche nei supermercati. Chiaramente il nostro consiglio è di rivolgersi direttamente ai produttori locali o dal proprio fruttivendolo di fiducia. Questo anche per incrementare la vendita di prodotti a km zero e dare spazio a quello che il nostro amato Polesine ci offre. Davvero brillante, quindi, l’idea del Conte Donà tanto che in breve tempo diventa un tubero molto amato nonostante la riluttanza iniziale. Le patate, infatti, sono considerate cibo per gli animali in quel tempo. Nulla di più. Nemmeno chi chiedeva la carità è propenso a mangiarlo e quando viene loro donato è accettato di malavoglia.

patate dolci Patate dolci da sito Agrodolce

Per molto tempo ha sostituito il pane e viene divorato sia a pranzo che a cena. Senza contare che i bambini se le portavano anche a scuola per fare merenda. Viene mangiata in ogni modo. Famosissimi i maneghi. Ma arrostita o al forno non sono certo meno comuni come preparazione. Anche fritte vengono divorate. Poi ci sono i fiadoni, tipici adriesi, e le varie torte come la pinza.

Patate americane al cartoccio

Personalmente le preparo in modo estremamente semplice. Le lavo in modo approfondito. Le metto sulla carta forno o le rivesto di carta stagnola, dopo averle leggermente bucherellate. E le ripongo in forno ben caldo fino a quando sarà facile trapassarle con i lembi di una forchetta o semplicemente con uno stuzzicadenti. Ma oggi vi vogliamo proporre un’alternativa gustosa ma pur sempre di facile preparazione.

INGREDIENTI:
4 grosse patate dolci;
un po’ di miele del Delta del Po;
cannella q.b.;
noci e uvetta;
burro e sale.

Patate Dolci Al Cartoccio Ph Sito Quinto Peccato CapitalePatate dolci al cartoccio ph sito quinto peccato capitale

PROCEDIMENTO:
Dopo aver preriscaldato il forno ad almeno 22oº, lavate in modo approfondito le patate dolci. Foratele in modo da permettere al vapore di fuoriuscire durante la cottura. Avvolgetele nella carta d’alluminio e fatele cucinare per almeno 1 oretta. Il tempo varia a seconda delle dimensioni delle patate dolci stesse. Più grandi e grosse saranno, più ovviamente aumenterà il tempo di cottura. Intanto in una padella antiaderente, unite tutti gli altri ingredienti, per circa 5 minuti. Prestate attenzione al miele ed amalgamate il tutto in modo che risulti una sorta di composto omogeneo. Quando le patate saranno cotte, aprite leggermente il cartoccio e fatele raffreddare un pochino. Senza ustionarvi, aprite le patate in due e farcite con il condimento di noci e uvetta! Mangiate quando ancora calde. Dessert da emozione e brivido culinario. Buon divertimento al vostro palato!

 

Fonte https://www.buonissimo.it e http://www.alberghieroadria.it. In copertina patate dolci ph facebook Baldin Valentina.

Sibilla Zambon

Autore: Sibilla Zambon

Rodigina, ingegnere informatico, appassionata di viaggi e tecnologia, mamma sprint e cuoca per diletto!

Pronti per le patate dolci? Ci siamo quasi! ultima modifica: 2019-08-21T10:50:21+01:00 da Sibilla Zambon

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